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Uno sguardo
all'800



Mario Truglia

Amaroni

 

" Maiurizzuni": un primitivo borgo, enotrio prima, greco poi. Maju = sambuco; riza (greco)=radice - rizune = grossa radice; (Majurizzuni = grossa radice di sambuco).
Il nome Maiurizzuni (indicante la località primitiva del paese) è, secondo gli studiosi, greco e greco era il borgo che vi sorgeva certamente su un originario sito abitato da popolazioni autoctone. Testimonianza della grecita la troviamo nella toponomastica dei luoghi (Rohlfs). Ma dove sorgeva Maiurizzuni (che secondo alcuni significherebbe fiore di maggio, radice di monte ridente o monte dolce?). Afferma l'Olivadoti: «situato a circa un Km e mezzo dall'abitato odierno........ alle radici del monte, alle falde del bosco denominato "U JUSU" (di sotto)». Queste falde che degradano per 1000 mt circa sono all'estremità della montagna su un colle che "scivola nella Vallata dell'Alessi".
Questa è un'ampia vallata pianeggiante che si estende, a perdita d'occhio, dal ponte "Ghetterello" fino alle pendici della Serralta di S. Vito. Un territorio abbastanza vasto che, se vogliamo andare più a sud, verso il mare, inizia da Squillace lido ed è racchiuso da: Copanello-Stalettì, Palermiti, Vallefiorita, Amaroni, Girifalco e Borgia con al centro la cittadina di Squillace.
I fiumi che l'attraversano (oggi ridotti a dei grossi ruscelli) sono: la "Ferrerà" che scende appunto dalle montagne di Amaroni, ed in territorio di Squillace prende il nome di Galero (fiume allegro); l'Alessi (diviso in due rami) che scende dalla montagna di Vallefiorita-Amaroni-Borgia-Girifalco, lambisce in contrada "Guama" il territorio di Palermiti ricevendone alcune "sorgive" e sotto Squillace (Madonna del Ponte) si unisce al Ferrera-Ghetterello sfociando a Squillace lido presso Copanello con il nome di "Alessi". Qui, secondo la leggenda ed alcuni autorevoli storici tra cui Luigi De Siena (II breve istmo Calabrese p. 146) e Cassiodoro, naufragò Ulisse che
costruì la città di Squillace.
Ma il Marafioti riporta: «la nobilissima città di Squillace, prima città del Bruzio celebrata da molti antichi scrittori, e rinchiusa dal destro e dal sinistro lato da due fiumi (l'Alessi ed il Corace) la sua fondazione è stata antichissima e si pensa (non che sia sicuro) edificata da Ulisse dopo la guerra troiana».
Anche Strabene dice: «Squillace fu colonia degli ateniesi venuti in Italia in compagnia di Menesteo, rè di Atene dopo Teseo, i quali fecero amicizia con gli squillacesi.

 

 
 
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